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ArtB: l’arte che comunica senza regole

Comunicare con l’arte è un modo per molti artisti di esprimere se stessi, con la musica, il cinema, ma anche senza parole, con le immagini, le forme di sculture moderne, le installazioni dell’arte contemporanea, la videoarte…

Ci sono molti artisti che però non sanno di esserlo, altri che non riescono a comunicare agli altri i loro pensieri (il più delle volte inconsapevolmente) se non con il linguaggio artistico.

Perchè esprimere i nostri pensieri, le nostre paure, fare in modo che il nostro interlocutore ci comprenda a pieno, spesso non è così semplice. L’art brut, nata intorno agli anni Cinquanta, è un termine coniato da Jean Dubuffet per indicare quelle opere artistiche di persone allora emarginate dalla società, quelli che erano identificati come “matti” per intenderci.

Egli riuscì a coprendere il vero significato di quelle creazioni, tanto che prese ispirazione dalla loro spontaneità, dal modo con cui meglio riuscivano a comunicare, come fanno spesso i bambini con i loro disegni, e creò una collezione molto vasta di opere che poi furono esposte in tutto il mondo riscuotendo grande successo.

Ispirandosi al lavoro di Dubuffet e successivamente al centro ricreativo de La Tinaia, all’interno dell’ospedale di San Salvi, è nato il progetto ArtB realizzato da Big Sur, che rappresenta un’associazione creativa molto attiva in Italia e nel mondo e che ha collaborato alla realizzazione di opere e mostre per associazioni no profit e alla realizzazione di film.

ArtB si occupa di raccogliere le opere create dal laboratorio de La Tinaia e di costituirne delle vere opere d’arte che hanno avuto riscontro anche all’estero e i cui proventi spesso sono stati utili per sovvenzionare le attività del laboratorio creativo.

A molti non risulterà nuova la frase “Questa non è una maglietta”, indicata sulle confezioni delle t-shirt che riportano in stampa i disegni e i quadri dei pazienti del San Salvi. In realtà il concetto di fondo è giusto: le opere realizzate su magliette, quadretti, quaderni, oggetti per l’arredamento, installazioni originali ed altro sono opere vere e proprie da indossare o da utilizzare, che sono anche state esposte al Festival della creatività di Firenze. Un insieme di artisti e di comunicatori inconsapevoli che però sono riusciti ad uscire da quel mondo isolato che si erano o che gli si era creato intorno.

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