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Sempre sulla bocca di tutti

Nuovi media e nuovi modi per comunicare

Una volta per tenersi in contatto c’erano le lettere che gli innamorati, gli amici si inviavano per sentirsi vicini. La calligrafia, la fantasia erano cose importanti se si voleva conquistare il cuore dell’amata/o, il più delle volte rimanendo nell’anonimato per timidezza, per paura di brutte figure.

Ma come tutti sanno niente può rimanere uguale, i tempi devono necessariamente evolversi con le generazioni e, di conseguenza cambiano i linguaggi, cambiano gli approcci verso gli altri…cambia il nostro modo di comunicare.

Tutto iniziò con i Sumeri – La scrittura ha una storia relativamente recente, se pensiamo alla lunga durata della Preistoria. Nasce nel 3000 a.C e nel corso del tempo sono cambiati gli strumenti che si utilizzavano per scrivere, i metodi che si sceglievano per mandare messaggi: dalle tavole di pietra, ai papiri, fino alle missive che i poveri messaggeri portavano in sella al loro destriero, per arrivare agli sms alle mail, alle chat. Metodi molto più pratici sicuramente, che forse hanno perso un po’ di fascino, di intimità. Spesso per comunicarsi qualcosa in un sms i giovani usano slang particolari, abbreviazioni, sigle che costituiscono un vero e proprio linguaggio di distinzione sociale, di appartenenza ad una precisa categoria accomunata poi dallo stile di vita.

Ritorno ad un nuovo tipo di oralità? – Molti studiosi analizzano la relazioni tra new media e nuove generazioni, e spesso dichiarano che c’è un ritorno alla lingua dell’oralità, in quanto messaggini di testo e chat hanno la necessità dell’immediatezza della comunicazione, di un feedback istantaneo, e per questo tendono ad avere un linguaggio breve e conciso. Ma, allo stesso tempo, questi mezzi di comunicazione sono comunque scritti e c’è un intermezzo; non è una comunicazione diretta, è mediata da un computer o da uno smartphone. Rimane sempre un parlarsi a distanza attraverso una macchina che riporta al nostro interlocutore le informazioni che vogliamo inviare, senza poter trasmettere sensazioni, sentimenti, paure, allegria, perché rimangono testi scritti.

Nostalgia e necessità di cambiamento – C’è anche da dire che non ci sono più gli impedimenti di una volta, per i quali era necessario scrivere lettere e aspettare giorni, o mesi addirittura, prima di una risposta. Forse se Filippide avesse avuto un cellulare, quando andò ad annunciare la vittoria di Atene nella battaglia di Maratona, avrebbe risparmiato quei famosi 42 chilometri, forse no. I nostalgici della comunicazione epistolare saranno forse delusi da questi cambiamenti, ma, in fondo dobbiamo adeguarci ai tempi e ai ritmi più veloci della società del Ventunesimo secolo. Tutti nostalgici ed eterni romantici? Diciamoci la verità: quando abbiamo necessità di avere a portata di click una risposta immediata a quello che vogliamo sapere il pc ci fa comodo. Senza perdere la voglia di scriverci lettere d’amore, biglietti d’auguri, frasi romantiche…

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