La musica e il suo potere
Siamo sempre più convinti di non essere più di tanto manipolabili dal punto di vista del marketing.
Sappiamo riconoscere quando un claim “martellante” ci vuole indurre all’acquisto di una bevanda, piuttosto che al desiderio irrefrenabile nel comprarci l’ultimo must imposto dalla moda.
Ci crediamo furbi, pensiamo di saper riconoscere ogni mossa, anche del più astuto pubblicitario, questo perchè le conoscenze negli anni si sono affinate, l’accesso alle nozioni del marketing puro si sono allargate anche ai non adetti ai lavori.
È diventato un fenomeno di cui parlare, la psicologia del consumatore, le tecniche di persuasione e cosi via.
Ma in realtà tutto ciò è vero in parte. Purtroppo questo mito va sfatato. Le regole del marketing puro, sono sempre più agguerrite. “LORO CI STUDIANO E CI OSSERVANO”. E riescono sempre a trovare nuove strategie, a farci “loro prigionieri inconsapevoli”!
Tornando seri, la realtà è che non siamo marionette a cui vengono inculcati strani messaggi subliminali, ma molto più semplicemente tramite la comunicazione possiamo essere indotti quasi fosse un suggerimento, verso un prodotto o un servizio.
E in molti casi, questo aiutino non ci è cosi chiaro fin da subito.
La metodologia, per indirizzare il consumatore nella direzione voluta, si è affinata nel corso degli anni e non è poi cosi semplice riconoscerla. Non si tratta di propinare martellanti messaggi, ma convincere il consumatore con tecniche meno invasive.
Ecco un esempio di quello fino ad ora citato; un semplice esempio che di sicuro coglierà molti di sorpresa, il tutto riscontrabile tramite seri e sicuri test consultabili.
Il test è stato eseguito all’interno di un supermercato, sono stati presi a campione 20 consumatori (totalmente all’oscuro per garantire la riuscita del test). La domanda a cui si voleva trovare risposta era molto semplice: “la musica può influenzare l’acquisto? Se, si in che modo e con quali dinamiche?
I test hanno confermato che la musica può supportare in diversi modi l’acquisto, facilitarlo, indurlo o addirittura negarlo!
Ma andiamo con ordine: la prima prova consisteva nel trasmettere all’interno di un comune supermercato, musica leggera, ad un volume medio quindi che non risultasse fastidiosa ma comunque ben udibile.
È stato riscontrato che se veniva trasmesso una canzone famosa o comunque di successo del momento, l’acquirente si tratteneva all’interno del negozio circa 5 minuti in più e che in quel lasso di tempo il 55% acquistava merce che senza motivo d’intrattenimento non avrebbe comprato.
Lo stesso negozio, ma senza musica ha confermato che finiti gli acquisti preposti e calcolati i tempi, l’acquirente non era indotto a nessun tipo d’acquisto d’impulso.
Allo stesso modo, il secondo test prevedeva la diffusione di musica assordante ad un volume più alto della media. Il risultato è stato evidente: il tempo di permanenza all’interno del negozio si riduceva enormemente, rispetto allo stesso luogo senza musica su gli stessi soggetti.
Le vendite calavano del 37%, dati alla mano.
Il test successivo, invece, era più complesso: voleva dimostrare che una specifica musica non solo induceva all’acquisto ma indirizzava verso un prodotto dettagliato.
Collocati i tester nel reparto vini, veniva trasmessa in filodiffusione una musica francese, con la tipica fisarmonica: il risultato è stato che l’acquisto di vini di produzione francese sono stati del 47% in più rispetto allo stesso test ma con musica non geograficamente collocabile.
Lo stesso test è stato ripetuto con musiche spagnole, arabe e italiane e in tutti e tre i casi, si è riscontrato lo stesso iter e il risultato è sempre stato il medesimo
Ciò ci “insegna” che la musica come veicolo d’acquisto funziona e che forse dopo aver letto questo articolo ci farete più caso!