Marketing sensoriale
Le strategie di marketing cambiano e si evolvono negli anni e adesso sempre di più il gioco si fa duro.
In un mercato saturo da un’offerta sempre più ampia di beni e servizi, dove creare bisogni inesistenti è diventato ormai un gioco da ragazzi, le novità hanno iniziato a scarseggiare.
Cosa inventarsi allora? Ecco che interviene Bernd Schmmitt, consulente per note aziende internazionali e docente di Marketing alla Columbia University di New York.
Il professore, intuisce nel 1999, quale può essere un terreno ancora poco battuto nel mercato globale.
La fidelizzazione del cliente è gia una leva conosciuta e sfruttata nel settore.
Ogni azienda è consapevole dell’importanza di conoscere il proprio cliente, di “coccolarlo” al fine di renderlo fedele nei confronti del proprio brand. Le tecniche utilizzate per centrare questo obiettivo sono molteplici, ma il signor Schmmit capisce che per rendere davvero protagonista il cliente c’è bisogno di coinvolgerlo a 360°, in un esperienza unica che implichi tutta la persona e quindi attivare e stimolare i 5 sensi.
Fino ad oggi il marketing e la comunicazione utilizzavano solo la vista e l’udito per coinvolgere il potenziale cliente, ma le cose adesso sono cambiate.
L’experiental marketing, definisce l’esperienza di consumo da parte del cliente attraverso aspetti sensoriali (Sense), affettivi (Feel), cognitivi (Think), comportamentali (Act) e relazionali (Relate). Un approccio molto efficace, perchè sottolinea quanto sia importante per le imprese creare e mantenere un legame emotivo tra consumatori e marchio e, per ottenere questo obiettivo, far leva sul fattore esperienza.
Attraverso questa tecnica, l’azienda va a “colpire” la sfera emotiva del proprio cliente, coinvolgendolo e emozionandolo, accrescendo l’identificazione con il marchio e aumentando la fidelizzazione.
Non sottovalutiamo che il brand negli ultimi tempi, ha assunto sempre più un ruolo strategico, offrendosi al cliente come strumento per esprimere la propria identità.
Questa strategia, ha trovato subito riscontro attraverso varie aziende e multinazionali che hanno investito in campagne e promozioni multisensoriali.
Algida, per esempio, con la campagna nel 2003 con Magnum 7 peccati e poi con Magnum 5 sensi nel 2005: due iniziative di grande successo, che presentavano una gamma inedita di accostamenti insoliti e sapori, abbinando i peccati/sensi alla gamma di prodotti (ad es. sette peccati capitali per le sette versioni del gelato).
Oppure associare il brand, che si rivolge ad un pubblico giovane, a tournee e festival musicali con la collaborazione di artisti di fama internazionale, coinvolgendo il consumatore e riuscendolo a farlo sentire parte integrante di una vera e propria community, aumentando il suo senso di appartenza al brand in questione.
La riuscita dei fattori sensoriali, trova riscontro anche nei Concept Store di ultima generazione, luoghi dove il prodotto interagisce con il consumatore attraverso una serie di strumenti che trasformano la location da passiva a luogo di incontro, un’esperienza di scambio emozionale dove l’acquisto diventa l’azione finale di un progetto molto più complesso e innovativo.