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Predicare nell’era di Internet

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Premetto che chiunque è libero di professare la religione che crede e nel modo che ritiene più opportuno, ma ritengo che questo debba essere fatto nel rispetto dell’altrui persona, in particolare quando si parla di bambini.

Partendo da questo presupposto non posso non rimanere un po’ dubbioso della scelta di affidare ad un cartone animato il compito di inculcare le proprie idee religiose ai più piccoli.

Sarà forse il messaggio un po’ troppo forte per un target così piccolo che mi ha fatto venire i brividi, certo è che il cartone in questione impone scelte radicali al bambino intimorendolo non poco con punizioni divine che lo colpirebbero se giocasse con i suo pupazzetti.

Non metto in discussione le credenze religiose dei testimoni di Geova, ma permettetemi una critica nell’uso troppo aggressivo di un mezzo di comunicazione destinato ai più piccoli.

Questo video fa parte di un gruppo di lezioni pubblicate nella rete su You Tube, quindi facilmente raggiungibili da chiunque, l’idea probabilmente è di sfruttare la viralità di questo strumento per raggiungere il maggior numero di persone possibile.

Se quindi da un punto di vista comunicativo per un “profano” il video non dà una bella impressione sui principi di questa religione, se lo valutiamo viralmente probabilmente avrà diverse condivisioni, se non altro da chi come me lo prende come modello negativo per parlare di comunicazione.


 

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