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Giovane e creativo sì, ma non coglione.

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Questo Gennaio, un gruppo di giovani, Niccolò Falsetti, Stefano De Marco e Alessandro Grespan, di zerovideo.net, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi, composta da 3 video, tutti con l’intestazione #coglioneNo.

 

Cerchiamo di capire prima però cosa è esattamente un lavoro creativo.

zero-3Possono essere considerati lavori creativi quelli che sostanzialmente offrono un servizio immateriale, come possono essere i lavori di un designer, di un grafico, di un videomaker, o anche di un giornalista freelance o di esperti in comunicazione.

Sono nella maggior parte dei casi tutti quanti lavori freelance, sono cioè liberi professionisti senza un lavoro fisso, ed è quindi importante per loro avere una certa visibilità per potersi procacciare degli impieghi. Sono per lo più mestieri svolti da personale giovane, poiché sono a loro volta dei tipi di lavoro nati negli ultimi anni, favoriti dall’enorme sviluppo tecnologico che sta vivendo l’attuale generazione.

 

Il messaggio del gruppo Zero

Un idraulico, un giardiniere ed un antennista. Sembra l’inizio di una barzelletta, ed invece questi 3 personaggi sono i protagonisti della campagna video #coglioneNo, che chiede maggiore rispetto per la categoria di professionisti dei lavori creativi.

zero-4Nei 3 video in questione, si vedono questi 3 lavoratori, uno per ogni video, che si recano a casa di alcuni clienti per risolvere i loro problemi. Una volta che il lavoro è terminato, i 3 malcapitati, si sentono dire dai padroni di casa che “per questo progetto non c’è budget” e che non saranno pagati, al massimo gli possono dare un po’ di visibilità sui canali web, tanto loro sono giovani e devono ancora fare esperienza, devono farsi un portfolio, e poi questo per loro non è un lavoro, ma un divertimento.

I filmati, diventati immediatamente virali su tutto il web, mostrano con toni molto ironici, ma anche critici, la mancanza di considerazione e di rispetto per queste nuove professioni, che chiedono di essere trattate al pari di tutti gli altri mestieri più “comuni”, come appunto gli idraulici, i giardinieri o gli antennisti.

La scelta dei 3 protagonisti infatti è molto significativa, perché, in realtà, nessuno si sognerebbe mai di non pagare uno di queste persone a lavoro compiuto, cosa che invece non succede per i vari designer, comunicatori o videomaker.

Gli ideatori di questi spot descrivono la campagna #coglioneNo come “la reazione di una generazione di creativi, […] la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento.

“Vogliamo ricordare a tutti che siamo giovani, siamo freelance, siamo creativi ma siamo lavoratori, mica coglioni.”

Questa è la sintesi di zerovideo.net sul messaggio dei 3 video, che ha già causato molte polemiche e creato vari dibattiti sull’argomento.

Infatti, nonostante la grande quantità di persone che difendono gli autori dei video e concordano con la loro visione, sono molti anche coloro che si trovano in contrasto con questa idea, anche tra gli stessi creativi, che, a causa anche del fatto che questo è un settore con più numero di aspiranti lavoratori che richieste di lavoro, accettano di buon grado di lavorare senza retribuzione ai fini di poter fare esperienza e poter aumentare la proprio visibilità, per cercare così di distinguersi dal resto di loro.

 

Ecco i video:

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